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Guardi ritorna a Venezia: i capolavori della collezione Gulbenkian a Ca’ Rezzonico

I Guardi di Calouste Gulbenkian, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano


A volte le opere d’arte compiono viaggi lunghi decenni prima di ritrovare il paesaggio che le ha generate. È il caso dei dipinti di Francesco Guardi riuniti nella mostra I Guardi di Calouste Gulbenkian, ospitata a Ca’ Rezzonico fino all’8 giugno 2026. L’esposizione riporta nella città lagunare una selezione di capolavori oggi conservati al Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona, una delle raccolte più importanti dedicate al grande vedutista veneziano del Settecento. Le opere furono acquistate dal collezionista e filantropo Calouste Sarkis Gulbenkian tra il 1907 e il 1921. Riunite negli ambienti del museo veneziano e affiancate da disegni provenienti dalle collezioni civiche, consentono di osservare da vicino la fase più tarda e personale della pittura di Guardi. In queste vedute la Venezia settecentesca appare vibrante e instabile, attraversata da una luce che sembra consumare lentamente le architetture. Le pennellate rapide e allusive dissolvono la precisione geometrica che aveva reso celebre la tradizione della veduta veneziana, aprendo la strada ad una pittura più libera, atmosferica e quasi emotiva. La città diventa così una visione interiore, segnata dalla consapevolezza di un mondo aristocratico ormai prossimo al tramonto. Il ritorno di questi dipinti a Venezia non rappresenta soltanto un evento espositivo. La mostra racconta anche una storia di collezionismo europeo, mettendo in dialogo la memoria della Venezia settecentesca con il gusto cosmopolita di uno dei grandi collezionisti del Novecento, che riconobbe nella pittura di Guardi una delle espressioni più poetiche della modernità nascente.



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